
In questo seminario si torna a ragionare sulla sostenibilità sociale dello sviluppo urbano proponendo un incontro tra lo sguardo e gli strumenti dell'architettura, dell'urbanistica e dell'antropologia. Discuteranno con Maria Luisa Palumbo (curatrice di romalab e direttore scientifico del master di architettura digitale dell'inarch) e Gianfranco Bombaci (2A+P Architettura, studio impegnato in diversi lavori di progettazione partecipata), Carlo Cellamare, urbanista del Dipartimento di Architettura e Urbanistica per l'Ingegneria della Sapienza ed Alessia de Biase, responsabile scientifico del Laboratoire Architecture Anthropologie alla Ecole Nationale Supérieure d’Architecture di Paris La Villette. La questione di fondo, che attraversa tutto il ciclo di seminari, è quella del come “restituire spazio” agli abitanti, non solo all'interno dei processi decisionali e progettuali, ma anche ed innanzi tutto, nelle nostre metodologie di analisi, lettura o ascolto di un territorio. Come architetti siamo educati infatti a misurare le distanze, le grandezze, le forme, le quantità e qualità dello spazio fisico su cui lavoriamo, ma siamo incapaci di leggere la vita e le storie che animano lo spazio, i movimenti che vi si inscrivono, le lingue e i dialetti che vi si parlano. Colmare questa distanza è un'esigenza primaria per qualsiasi progetto, architettonico o urbano, che voglia costruire sostenibilità: per sostenere la vita occorre innanzitutto saperla ascoltare e comprendere.

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